L’Amore totale e totalizzante. Le lesbiche non hanno vie di mezzo, c’è poco da fare. E questa cosa è, come dire, TERRIFICANTE. Perché tutti i sentimenti dovrebbero essere portati agli estremi?
Vuoi scopare? Dille che l’ami. Poco importa se la lascerai il giorno dopo. Il sesso fatto con amore (o con l’illusione che sia tale) è santificato. In caso contrario: datti al fai-da-te. Difficile che una ragazza ci stia se non le prometti il mondo. Che poi sia un mondo vero o di cartapesta… quelli sono dettagli.
E se non le dici che l’ami… ma ci vai a letto lo stesso. Lei penserà comunque che l’ami. E ti si attaccherà a mo’ di cozza su uno scoglio.
E se la tratterai male per farle capire che proprio non ci sono speranze circa la possibilità di dedicarle una canzone di Paolo Meneguzzi o di Dolce Nera… beh… nella migliore delle ipotesi utilizzerà la tattica dei “sensi di colpa”. Nella peggiore, farà sfoggio di tutta la sua dolcezza allo scopo di farti capire che siete fatte per stare insieme. E in quel momento, ringrazierai la divina provvidenza per il fatto che sei libera come l’aria. Già, un bel grammo di aria viziata in un barattolo di alici salate.
Memorie di una cogliona.
Oggi ha prevalso la mia accidia… ma tutto sommato è stata una giornata R I L A S S A N T E.
Ho il cervello disconnesso… in una sorta di stand-by limbico. Dunque, tacitamente TACCIO.
Opperbacco! Ma per quale motivo qualunque blog io apra... finisce che parla d'amore? Sarà la sfiga di chi di amore non vuole proprio più sentirne parlare... o cosa? Il mondo è innamorato, sarà questo. Che poi sia innamorato dell'amore o di una persona... quelle sono sottigliezze.
Amo dare libero sfogo alla rabbia che mi esplode nel petto. Stamattina ho urlato così tanto che ho mal di gola. Eppure adesso mi sento meravigliosamente bene. Altro che ghiandole surrenali ipertrofiche (scusatemi, sono sempre i postumi di quel maledetto libro di Anatomia!)… Esternare le incazzature serve… e come!
Peccato, che tutte le scosse di assestamento della mia vita in questo momento mi stiano facendo perdere l’unica cosa che ADESSO meriterebbe tutta la mia attenzione… e cioè… studiare!
Qua finisce che tra trent’anni sarò ancora una studentessa universitaria triste e solitaria nella sua stanzetta umida che ripassa bene la lezione di anatomia (ok, mi sto vergognando per la mia ispirazione bibliografica!).
Ma mi chiedo (pensierino della sera)… invece di fare un corso in tre libri da mille pagine… non sarebbe stato meglio farlo in tre supposte?
Già, mi viene in mente la canzone di Mina. A volte penso che le parole sono troppo poche. O troppo inconsistenti.
Come possono poco più di 30 banalissimi suoni articolati in varia maniera, esprimere il mio mondo interiore? O come possono farlo quattro scarabocchi su un foglio?
Da piccola, inventavo sempre delle parole nuove. E mia madre mi rimproverava per il mio “dire” cose senza senso. Stavo solo cercando di esprimermi, in fondo. Ma non poteva capirmi. O non riusciva.
Eppure tutto quello che ho da dire ce l’ho in testa. Noumenica realtà. Ma perché quando apro bocca ciò che esprimo è diverso da ciò che sento? E’ come trovarsi di fronte ad una canna con il filtro troppo stretto. O di fronte a una mela geneticamente modificata. Apparenza priva di sostanza.
Adesso, cerco di esprimermi con i gesti. Sono quelli a scuotermi. Spiegarmi. Definirmi. Ma in questo mondo di “parolai” sono proprio i gesti a contare poco. Dire molto e dare poco. E così che va’.
Parole Stridenti. Tra i denti.
Già, i denti. Che insieme alle corde vocali. Sono lo specchio dell’anima.
Stavo seriamente vagliando l’opportunità di fare la cazzona a tempo pieno.
Perché dovrei sforzarmi tanto? Le mie ambizioni riflesso di quelle altrui mi hanno portata in un posto in cui mi sono persa. Sarà che il mio senso dell’orientamento è piuttosto scarso. (Il fatto che il mancato senso dell’orientamento sia attribuibile a un cervelletto poco sviluppato mi fa rabbrividire. “–etto” è già un diminutivo. O un vezzeggiativo? Boh, so’ sottigliezze).
Mi sento completamente svuotata. Ho perso di densità. Sono liquida. Che sia la volta buona che raggiungo lo stato aeriforme e mi perdo nell’etere? O che mi confondo tra le note di un assolo di Petrucci? Mi basterebbe anche restare un soffio di vita. PotrebbeSi?
Uhm. Mi mancherebbe troppo il buon cibo. E il sapore della nicotina.