L’Amore totale e totalizzante. Le lesbiche non hanno vie di mezzo, c’è poco da fare. E questa cosa è, come dire, TERRIFICANTE. Perché tutti i sentimenti dovrebbero essere portati agli estremi?
Vuoi scopare? Dille che l’ami. Poco importa se la lascerai il giorno dopo. Il sesso fatto con amore (o con l’illusione che sia tale) è santificato. In caso contrario: datti al fai-da-te. Difficile che una ragazza ci stia se non le prometti il mondo. Che poi sia un mondo vero o di cartapesta… quelli sono dettagli.
E se non le dici che l’ami… ma ci vai a letto lo stesso. Lei penserà comunque che l’ami. E ti si attaccherà a mo’ di cozza su uno scoglio.
E se la tratterai male per farle capire che proprio non ci sono speranze circa la possibilità di dedicarle una canzone di Paolo Meneguzzi o di Dolce Nera… beh… nella migliore delle ipotesi utilizzerà la tattica dei “sensi di colpa”. Nella peggiore, farà sfoggio di tutta la sua dolcezza allo scopo di farti capire che siete fatte per stare insieme. E in quel momento, ringrazierai la divina provvidenza per il fatto che sei libera come l’aria. Già, un bel grammo di aria viziata in un barattolo di alici salate.
Memorie di una cogliona.
“Dopo tutto, è solo un momento”, ti dici. Gli 883 neanche ti piacciono e in fondo non puoi essere peggiorata rispetto a un paio di mesi fa… anche se ti sei ormai convinta che c’è qualcosa in te che deve essere andato storto.
Ultimamente la mia condizione psichica inizia a vacillare. Quando scarichi sul tuo lettore mp3 tutte le canzoni degli 883 e dopo avere ascoltato “Nient’altro che noi” per la 43esima volta… credo tu possa iniziare seriamente a preoccuparti. Soprattutto se inizi a far ruotare l’alluce del piede sinistro a tempo di musica.
Potrebbero essere i postumi dell’intossicazione da Red Bull. O gli effetti devastanti della millesima caramella gommosa. O magari le ore pomeridiane passate a cercare di studiare e finite a dormire con la fronte appiccicata alle pagine evidenziate. O ancora, le notti passate in bianco a fare amicizia con il cuscino.
Ed è così che cerchi di giustificare la capacità che hai acquistato di far spegnere la macchina in autostrada per la troppa distrazione o anche l’incapacità di dire di no a qualsiasi cosa di commestibile ci sia in giro. O le centinaia di messaggi salvate sul cellulare… ma mai inviate.
Sono migliaia gli alibi che puoi trovare per convincerti che non stai impazzendo. Perché non si può impazzire perché ti manca una risata che scoppia, un sguardo ammiccante o un po’ di cenere finita nell’ombelico.
Ed è inutile cercare di auto-distruggere i pochi neuroni che ti sono rimasti e che, invece di aiutarti a portare a termine i tuoi buoni propositi di fottersene altamente, si organizzano in autogestione continuando a proporti le stesse immagini.
E la cosa che ti fa più rabbia è questo coglierti alla sprovvista. Quando pensi di aver riordinato tutto e di essere finalmente di nuovo in carreggiata. Basta una telefonata, un minimo cedimento… per avere lo stesso effetto di un elefante che inciampa in un negozio di cristallo: un casino della madonna