..."resta qui con me
inventiamo un mondo che
ci faccia piangere di gioia".
Se dovessi definire questo periodo della mia vita, lo definirei: STRANO. Che può voler dire tutto. Come niente.
Sono alle prese con gli esami e non ho più una sembianza di vita sociale. Ammesso che socializzare con il libro non voglia dire qualcosa.
Mi aspetta un lungo week-end di litigare con il babbuino domestico. Perchè, a quanto pare, assumersi le proprie responsabilità è un optional. Meglio svincolarsi e andar via. Libere scelte altrui ovviamente.
E poi, buh. Fondamentalmente non me ne frega proprio un accidenti. Sono così felice che la vedo dura turbare i miei equilibri, stavolta.
E poi c'ho bisogno d'affetto ecco. Già da mo' c'ho l'ansia per questo distacco imminente. E io mi odio quando sono così. Sono una dura, io. 
