Oggi pensavo a lei. A quanto fosse possibile provare tanto disprezzo per una persona che ho amato così tanto. Notti insonni e seghe mentali.
Poi quest'estate l'ho rivista. Dopo due anni e mezzo di continui rifiuti, ormai. Mi son detta che forse era il caso di affrontare questa battaglia con il mostro sacro. E l'ho fatto. L'ho rivista. Vedevo la sua sagoma avvicinarsi da lontano. Avvicinarsi e diventare sempre più grande. Sempre più grande. "Ciao !". E poi una serie di banalità. BANALITA'. Può una persona diventare banale?
Mi è davvero rimasto l'amaro in bocca. Avrei preferito vederla. Vederla ed essere fiera di lei. Vederla e pensare: "Cazzo, è sempre più bella". Sentirla parlare e rimanere a bocca aperta. Magari con un po' di saliva agli angoli delle labbra. Piuttosto che assumere la mia espressione perplessa e pensare che... no, non poteva essere lei. "MA CHI CAZZO SEI?", avrei voluto urlarle.
Sono finalmente riuscita a liberarmi dal peso del suo ricordo. Ora ne ho la certezza. Ma non mi è piaciuto per niente il prezzo che ho dovuto pagare per questo. Averla accanto e guardarla come se si trattasse di un'estranea. Atroce.
E si rientra dalle vacanze. E mi è rimasto un po' d'amaro in bocca. E ho combinato tanti di quei casini che in neanche tutta la mia vita. E venerdì si parte per l'ultimo week end. E poi si ritorna a questa vita grigia al quadrato. Come nelle potenze in matematica.
E vorrei. Eh, ma se poi...