venerdì, 31 marzo 2006, ore 21:02

...."Allora spiegami davvero perchè il napoli non gioca in serie A"....
la_lentezza
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domenica, 19 marzo 2006, ore 17:47

VAFFANCULO!!!

la_lentezza
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venerdì, 17 marzo 2006, ore 22:47

Uhm. La mia vita continua a procedere. Lenta. Troppo lenta. Quasi noiosa. Ho tante strade davanti a me, me ne rendo conto. Ma inizio ad aver paura che niente faccia al caso mio. Ho vent’anni, sono appena all’inizio del sentiero… c’è una “multiforcazione”, dove mi porterà ogni via? Cosa ci sarà dall’altra parte? I miei sogni si realizzeranno? La strada si fa ripida e le suole delle scarpe scivolose. Non trovo appigli, ma questa volta devo farcela da sola. Le mie dita sanguinano tra i ciottoli scabrosi, giusto per ricordarmi che sono VIVA. Ma no, non ce la faccio… che si fa, torno indietro? Mi guardo intorno, e decido che non ne vale la pena. E non è poca propensione alla felicità, la mia. Tutto mi scorre davanti, ma io non ne faccio parte. Io non faccio parte di niente e di nessuno. Non ci sono segni di proprietà sul mio corpo, nonostante tutto. Dolore, gioia, amore, odio… per me non sono niente. Esisto solo ed esclusivamente per me stessa. Sono un’entità a me stante.

la_lentezza
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venerdì, 17 marzo 2006, ore 22:19

"Quando vedo i ragazzi che vanno a bucarsi lì, dietro a San Domenico è come se dicessero: "Piuttosto che vendere la mia vita per un salario, la prendo e la butto dal quindicesimo piano". Perchè è così, son secoli che la vita dev'essere solo lavoro, produzione, sacrificio. Beh, adesso noi diciamo lavorare tutti... ma pochissimo... lentissimi... senza fare alcuno sforzo"...

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domenica, 12 marzo 2006, ore 21:31

25443369403112005142625

Divina!!

la_lentezza
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domenica, 05 marzo 2006, ore 19:17

Un po’ di musica mi esplode in cuffia. E nonostante, spesso, i miei pensieri siamo riconducibili ad una nuvoletta con il punto interrogativo (alla Homer Simpson), oggi il mio neurone è in moto turbolento. “E’ in atto un processo gravitazionale all’interno della mia testa”, aggiungerei tanto per citare M. quando non è troppo lucida. Anche se tutta questa differenza, poi… io mica la noto! Sarebbe come chiedere a qualcuno di percepire le differenze tra il cervello delle suddetta “FrasiGiusteAlMomentoGiusto” e un pezzo di formaggio con i buchi… impossibile! Vabbè, chiusa la parentesi in cui tento disperatamente di farmi picchiare, veniamo a noi.

 

 

 

Domani ricomincio con l’università. E considerando che dovrò passare lì circa nove ore della mia giornata e che nel tempo libero dovrei anche studiare… è il caso di dire che è finita la PACCHIA. Per la gioia di qualcuno, ma per il dispiacere dei più (basta essere convinti nella vita!) riacquisterò il dono dell’evanescenza… cioè… nun m faccio vrè proprt chiù! L’unica nota positiva è che questo semestre facciamo lezione nell’aula accanto a quella delle infermiere (per la serie: stong co’ cor int o zuccher).

 

 

 

Stamattina ero avvolta dal torpore domenicale mattutino nella mia bella coperta… poi è arrivata mamma Hitler in degenza post-operatoria e il sogno si è spezzato. Mi avrà scambiata per la colf, non so. Fatto sta, che visto che sorelle e annessi si defilano, mi tocca far da balìa. Ma sto meditando vendetta. Visto che nei prossimi giorni, non tocca a me farsi schiavizzare, comprerò a mia madre un campanellino… Non sia mai si sforzi troppo… Lo faccio per lei, eh!

 

 

 

Tornando ai miei eterni lamenti, di cui pullula questo blog, devo dire una cosa: la frase “Non puoi capire”, non la posso proprio sentire. Minchia e quanto mi incazzo! Ma cosa non posso capire… eh? COSA? Boh, sembra che le persone tentino di farci sentire in colpa per il fatto che non abbiamo i loro stessi problemi e che, di conseguenza, essi sfuggano alla nostra percezione. A ognuno i propri dolori. Rifiutarsi di parlare con me, è tutta un’altra cosa. E’ ovvio che poi perdo sia il senso dello humor che l’espressione buffa: sto arrabbiata! E’ non è essere permalosi. E’ solo che ESIGO la massima trasparenza da parte di una persona che di me sa pure quante volte vado al bagno (Non che essere al corrente della mia colite nervosa sia determinante, è per dire!). Boh, c’ho l’amaro in bocca per tutta questa situazione. Conto sull’ARTE del RIPENSAMENTO.

 

 

 

Uhm, e ora veniamo a un discorso a cui mi ero promessa di pensare. Le ragazze. A me ‘ste ragazze piacciono tutte. More, bionde, rosse e pure blu! Questo se non parlano. Perché quando lo fanno, occorre fare una bella cernita, qua!

Vabbè, il punto è questo. Proprio non ce la faccio a legarmi a una persona. Perché? Eh, una spiegazione la darei se potessi, ma non lo so! Mi viene l’ansia, che devo fa? Magari si tratta della persona sbagliata. Magari la persona sbagliata sono io. Magari non mi sono ancora fatta una ragione del fatto che l’unica persona che voglio è proprio una di quelle che non posso avere (sto facendo progressi, però!). Magari semplicemente ho bisogno di stare un po’ da sola.

Boh. Potrei andare avanti all’infinito con mille “se” e mille “ma”. Ma mi fermo qui.

Però una cosa la voglio aggiungere. In questo abbastanza lungo periodo da single, di belle persone sul mio cammino ne sono capitate. E ne sono consapevole. Non è che so’ scema e non me ne rendo conto. Ci penso. E qualche volta mi mangio pure le mani. Ma mi pare inutile iniziare qualcosa che molto probabilmente andrà a puttane. E io non voglio far soffrire nessuno. Né soffrire a mia volta. Semplicemente tendo a fuggire dalle situazioni che iniziano a starmi strette. E questo non vuol dire di certo mettere i paletti. Anzi. Vuol dire evitare di recintarsi la vita.

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mercoledì, 01 marzo 2006, ore 14:36

Spesso nella vita ci capita di fare delle scelte. A volte è possibile poter optare per il grigio. Altre volte si tratta di scelte diametralmente opposte: o il bianco, o il nero. Ecco, soprattutto in questi casi, ci capita di non sentirci davvero parte di quella scelta. E’ come se tutte le sue sfumature restino chiuse in un cofanetto di cui ormai abbiamo buttato la chiave. Ed è questo il modo in cui viviamo. Una cosa la facciamo. L’altra no, e resta come un tarlo dentro di noi. E forse questo non è un limite alla vita? Non ci è dato di assaporare tutte le sfumature dei colori. Ma un colore solo. Magari che vari a seconda delle situazioni, ma questo accade solo a chi ha una certa elasticità d’animo. Il più delle volte ci perdiamo nella routine quotidiana senza renderci conto che ogni colore è così diverso dagli altri.

la_lentezza
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mercoledì, 01 marzo 2006, ore 12:44

Uhm, ho le tonsille come due palline da golf… e la caviglia mezza intorzata. Poi mi lamento se mia madre mi chiama “Pascarella passaguai”.

Però, è bello godersi il pieno relax di questi giorni in cui non ho nulla da studiare… e nessuna commissione da sbrigare per conto altrui visto che non posso camminare (fare la situazione più grave di quella che è, aiuta, insomma!).

Oh, beh. Veniamo a noi. Cioè a me. Domenica ho visto la ragazza più bella che abbia mai visto (c’è chi obietterà che dico ‘sta frase ogni volta che vedo una bella ragazzetta… ma questa ha vinto su tutte!) nella città più bella che abbia mai visto: ROMA! Dovrò documentarmi! Evitando di fare figure di merda, questa volta.

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mercoledì, 01 marzo 2006, ore 12:42

Come non sopporto chi mi racconta una marea di cazzate! Sarò pure tonta… ma ci bado. E ora come ora, mi viene da sorridere. Per la figura di escremento solido che hai fatto, più che altro.

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