martedì, 13 maggio 2008, ore 20:42

Passi pure che mi senta un po' la chiagnazzara di turno. Ma la domanda è: perchè?

Non lo so.

E' che ultimamente è tutto un esplodere di emozioni che non riesco a controllare. Mi escono dagli occhi, dalla bocca. Mi accartocciano lo stomaco a mo' di lattina di una qualche bevanda di una multinazionale. Mi sento un po' alticcia, ma senza ciato alcolico. Solo che scommetto che se provassero a farmi camminare su una linea retta, barcollerei uguale.

Ho paura. Ma, allo stesso tempo, trasudo gioia da tutti i pori. Di quella gioia che non ha alcun fondamento razionale. Eppure è lì ed ESISTE.

Ed è tutto così bello.

Lasciati andare.

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martedì, 06 maggio 2008, ore 21:16

..."dove vanno i desideri quando si stancano di noi?"

Questo recitava il retro di un libro visto alla Feltrinelli che cercava di essere abbastanza ammaliante da farsi comprare.

Ma piuttosto ci sarebbe da chiedersi: "Dove andiamo noi quando ci stanchiamo dei nostri desideri?". Quando il desiderio ci sembra routine. Quando di lui - detto terra terra - non ci frega proprio più una mazza?

Non lo so. Viaggio solo sull'onda di un'incertezza galoppante.

 

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lunedì, 05 maggio 2008, ore 23:19

Mi odio quando sono così.
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lunedì, 05 maggio 2008, ore 19:36

..."vorrei rinascere per te

e ricominciare insieme come se

non sentissi più dolore"...

La ascoltavo in macchina. Mentre sfrecciavo su quel dorso di cemento.

CONFUSIONE. Inizio a vedere "ovattato".

Eppure. Felice di essere confusa.

Poi mi riprendo. Credo.

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venerdì, 18 aprile 2008, ore 14:15

Che succede? Che succede?

Non so.

La gente cambia. Io pure. Almeno prima andavo in giro a testa alta. Limpida. ADESSO? Non lo so più. Non mi piace ciò che vedo allo specchio. Eppure so di mettercela tutto ogni giorno. Lo so. LO SO.

T'agg vulut ben. Anche se l'esser vigliacchi è ciò che più mi fa uscire di testa. Sputarsi in faccia senza essersi privati della saliva. Ecco cos'è.

Vaffanculo. Così per simpatia. Vaffanculo davvero.

Anche se sono un disastro di donna.

MALEDIZIONE.

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mercoledì, 16 aprile 2008, ore 23:04

Non badare all'apparenza.

Osserva la sostanza.

TU SEI.

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venerdì, 11 aprile 2008, ore 14:24

                            ..."Perchè il mondo gira in fretta forse io no,

io ho bisogno di un po' di tempo"...

 

Strana quest'immagine di me in equilibrio sulla punta di una vita in continua evoluzione. Passato presente e futuro. Ci gira tutto intorno e la beffa più grande è non potersi fermare a vedere e a capire... ci si accorge soltanto dopo di quanto si è cambiati e, si sa, di quanto cambieremo!

Il punto è: quanto facilmente riusciamo ad accettare un cambiamento? Spesso risulta difficile mettersi in discussione. Ammettere d'esser cambiati. E questo succede particolarmente quando il cambiamento sostanzialmente non è voluto ma è una semplice derivazione delle dinamiche che s'innescano nella nostra quotidianità nonchè nella straordinaria rete di combinazioni che ci si presentano.
Quante volte avremo detto o sentito: "basta devo cambiare", "voglio cambiare", "oddio tutto è cambiato", "perchè sei cambiato"... e poi ancora, "accidenti perchè devo cambiare io? perchè devo essere io quella sbagliata in un mondo di idioti perfetti? Perchè devo imparare io a dire non m'importa di nessuno?". E nello stesso momento ti trovi a cambiare difendendo un pensiero che prima non avevi! Che strano.
E' difficile guardarsi indietro e non riconoscersi. E ancor di più guardare avanti e non vedersi in questo futuro in cui non sai come e cosa sarai. I progetti accantonati o i sogni infranti ci impediscono di continuare a progettare o sognare perchè sarebbe dura fronteggiare l'ennesima caduta, sarebbe una sconfitta. 
E allora meglio rinunciare direttamente!
Il cambiamento è sempre un momento di transizione. Per questo forse è assai difficile rapportarsi ad altri mentre ancora cerchi di capire cosa succede a te.
Paura. Questo è quello che provo quando cambio. Quando lo fanno gli altri e quando mi succede intorno. E la paura è ciò che più può limitare un uomo, può costringerlo a non vivere come vorrebbe e a perdersi tutto quanto meriterebbe di avere.
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domenica, 06 aprile 2008, ore 14:25

Oggi va così.

I miei pensieri  si susseguono vorticosi.

Ricordo quando ci siamo conosciute. Ero partita davvero prevenuta nei tuoi riguardi. E tu che mi accusavi di essere distante. Ti divertivi a provocarmi. Volevi a tutti i costi riuscire a baciarmi. Ricordo ancora il tuo viso imbronciato quando ti ho detto che non l'avrei mai fatto perchè sentivo di dovere avere rispetto per te. E per lei. L'hai presa un po' come nascondersi dietro un dito. Eppure era vero. Se penso a come ci apparirebbe "incestuoso" tutto questo adesso, mi viene da sorridere.

La nostra amicizia è cresciuta pian piano. Come una miccetta che fa fatica ad accendersi perchè umida. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta a metter su questo spettacolo pirotecnico. Era bello metterti a conoscenza di tutto quello che passava attraverso i miei occhi. Dietro ai miei occhi.

Mi sento un po' nostalgica, oggi. Mi mancano le nostre chiacchierate notturne, quando mi chiamavi per ascoltare i pensieri che mi tenevano sveglia in quel silenzio assordante. Mi mancano le coccoline alla nuca. Gli abbracci. Le sigarette al freddo. Il tuo prendermi in giro per il raffreddore che mi rendeva così buffa. Mi mancano perfino le parolacce che ti dice tua sorella.

Ma c'è una cosa su cui non riesco proprio a passare. L'esser traditi. Quando ci si è fidati troppo. Quando ormai è troppo facile sferrare il colpo. Mi sono sempre sentita un po' come una sorella maggiore con te. E sono passata sui piccoli errori che, in fondo, è umano commettere. Ma adesso non trovo vie, non trovo uscite, non trovo giustificazioni per tutto quello che è accaduto. Nel mio piccolo mondo vige la regola della libera scelta altrui. Se lei andasse via da me per correre dietro alla prima gonnella, tanto di cappello. Ma non posso dovermi preoccupare anche dei tuoi sguardi insistenti. Delle tue mani che cercano di intrecciarsi alle sue.

Ci hai fatto una figura pessima, per quanto tu possa negare. Il tuo non riuscire neanche più a sostenere il mio sguardo la dice lunga. Alla fine, mi dispiace pure vederti star male a causa di tutta questa - tra l'altro stupida - faccenda. Ma non posso fare altrimenti. Non sono neanche più arrabbiata. Sono delusa. Mi sento come se mi fosse scivolato un vaso dalle mani. Prendo la colla, ma non riesco a metterne insieme i pezzi.

Ha proprio ragione Andrea (detto anche l'oracolo ). Ci vuole tempo per capire una persona. E soprattutto le occasioni giuste per vedere cosa è in grado di tirare fuori e di far emergere dal proprio essere. Come uno sbadiglio. Puoi avere sonno oppure fame.

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martedì, 01 aprile 2008, ore 14:04

Nulla porta con sè solo una carica positiva. C'è sempre una parte negativa. Dipende poi da noi decidere come e se smaltirla. Ma io non tornerei MAI indietro. Tutto quello che è successo mi porterà da qualche parte.

E saprò che l'ho voluto io. E questo mi basterà.

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domenica, 30 marzo 2008, ore 15:58

..."Perché, sai, non capita poi tanto spesso
che il cuore mi rimbalzi così forte addosso,
ed ho l’età che tutto sembra meno importante,
ma tu mi piaci troppo e il resto conta niente".


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